Con deliberazione n. 107/2025/PASP, adottata nella camera di consiglio del 16 giugno 2025, la Sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione Sardegna ha espresso parere negativo in merito alla costituzione della società in house “Porto Palau Srl”, proposta dal Comune di Palau ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. 19 agosto 2016, n. 175 (TUSP).

La richiesta di parere trasmessa dal Comune riguardava in realtà la costituzione di due società a totale partecipazione comunale (“Porto Palau Srl” e “Palau Servizi Turismo Srl”). Tuttavia, la Corte ha ritenuto opportuno esprimere pareri distinti per ciascuna iniziativa, al fine di garantire una valutazione puntuale e autonoma dei rispettivi presupposti giuridici, economici e finanziari. Con la presente deliberazione, la Corte si è pronunciata esclusivamente sulla prima, rinviando ad altra sede la valutazione sulla seconda.

Le ragioni del parere negativo

La Corte ha ritenuto non adeguatamente assolto l’onere motivazionale previsto dall’art. 5 del TUSP in merito alla necessità della costituzione della società, alla sua sostenibilità finanziaria e alla convenienza economica dell’operazione.

In primo luogo, è stato rilevato che il Comune fonda la propria iniziativa sulla gestione del porto turistico comunale, la quale avviene in virtù di una concessione demaniale regionale. Tuttavia, la concessione risulta formalmente scaduta al 31 dicembre 2024 e, pur essendo stata prorogata in via provvisoria, potrà avere efficacia non oltre il 30 settembre 2027, secondo quanto disposto dalla recente normativa nazionale (D.L. n. 131/2024, convertito nella L. n. 166/2024). Questa precaria situazione giuridica compromette la giustificazione della “stretta necessità” della società rispetto alle finalità istituzionali dell’ente, venendo meno il presupposto fondamentale del servizio da gestire.

In secondo luogo, la Corte ha rilevato carenze significative nell’analisi economico-finanziaria allegata alla proposta. In particolare:

  • non è stato effettuato alcun confronto compiuto tra la gestione in house e le alternative disponibili (gestione diretta o esternalizzazione);
  • il piano economico-finanziario non contempla gli effetti che l’eventuale mancato rinnovo della concessione avrebbe sull’equilibrio della società;
  • mancano previsioni su alcuni costi, come quello dell’amministratore unico, e sulle eventuali ricadute sul bilancio comunale in caso di insuccesso dell’operazione.

Anche il parere del revisore dei conti, pur formalmente favorevole, è stato espresso con riserva, evidenziando rischi in termini di sostenibilità e impatti potenzialmente negativi sul bilancio comunale a medio-lungo termine. Analoghe osservazioni erano già emerse nel parere di regolarità contabile del responsabile del settore finanziario.

Infine, la Corte ha sottolineato che le affermazioni contenute nella relazione illustrativa, a sostegno della gestione in house, appaiono generiche e non sorrette da dati analitici, limitandosi a evocare difficoltà gestionali del Comune o ipotetici vantaggi senza un confronto fondato sui costi e benefici reali.

Alla luce delle criticità sopra richiamate, la Corte dei conti ha espresso parere negativo sulla costituzione della società “Porto Palau Srl”. Resta ferma la facoltà del Comune di procedere comunque alla costituzione della società, ma, in tal caso, l’amministrazione è tenuta a motivare analiticamente le ragioni del proprio dissenso dal parere e a pubblicarle sul proprio sito istituzionale, ai sensi dell’art. 5, comma 4, del TUSP.