Con ordinanza n. 146/2025, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Seconda), pronunciandosi sul ricorso presentato dalla società Maple Tree Solar S.r.l. contro l’ordinanza di sospensione dei lavori emessa dal Comune di Usini per un impianto fotovoltaico, ha sollevato questione di legittimità costituzionale in relazione alla legge regionale 5 dicembre 2024, n. 20, recante “Misure urgenti per l’individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione e promozione di impianti a fonti di energia rinnovabile (FER)”.

Secondo il TAR, la norma regionale – nella parte in cui vieta l’installazione di impianti fotovoltaici su vaste categorie di territorio, tra cui le aree agricole anche prossime a zone industriali – contrasterebbe con:

  • i vincoli derivanti dal diritto europeo e dagli obblighi internazionali in materia di transizione energetica (artt. 11 e 117, co. 1, Cost.);
  • i principi fondamentali dettati dal d.lgs. n. 199/2021 sull’individuazione delle aree idonee e non idonee per gli impianti FER;
  • le competenze statali in materia di tutela dell’ambiente e della concorrenza (art. 117, co. 2, lett. s, Cost.);
  • il principio di legittimo affidamento e libertà d’impresa (artt. 3 e 41 Cost.), per l’effetto retroattivo con cui la legge regionale priva di efficacia i titoli già rilasciati, salvo che vi sia stata una modificazione irreversibile dei luoghi.

Ritenendo non manifestamente infondate le censure, il Collegio ha sospeso il giudizio e rimesso la questione alla Corte costituzionale. Contestualmente, ha sospeso in via interinale l’efficacia dell’ordinanza comunale impugnata, rilevando un grave periculum in mora derivante dagli investimenti già effettuati dalla ricorrente.

La decisione della Corte costituzionale è attesa anche in considerazione del ricorso statale pendente sulla medesima legge regionale, per il quale è già stata fissata udienza il 7 ottobre 2025.